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CNCN: problema serio

| 19 marzo 2008 | 3 Comments

UN PROBLEMA DI ESTREMA IMPORTANZA
Un episodio di cronaca nera accaduto a Cuneo il 16 marzo, ha riportato in primo piano un problema gravissimo di cui sia l’ANPAM che il CNCN hanno perfetta e totale consapevolezza: il controllo sui requisiti psicofisici di chi chiede una qualsiasi licenza di porto d’armi.
Come accaduto altre volte in passato, risulta che il detentore delle pistole fosse non solo notoriamente instabile dal punto di vista psichiatrico, ma che, addirittura, nel 1984 fosse stato condannato a due anni di reclusione per aver cercato di uccidere la moglie e per aver sequestrato, pistola alla mano, un sottufficiale di polizia e tre bambini.
Ebbene, di fronte a questi assurdi eventi, acquista ulteriore valenza la proposta avanzata più volte, non solo dall’ANPAM e dal CNCN ma da tutte le Associazioni Venatorie e le Federazioni Sportive, di investire del delicato problema del controllo dei requisiti psicofisici i medici di base. Solamente questi professionisti, infatti, posseggono tutti gli strumenti conoscitivi per individuare coloro che soffrono di patologie tali da sconsigliare il possesso di qualsiasi arma.
In questo caso, comunque, esisterebbero precedenti penali tanto rilevanti da rendere perfino superfluo un accertamento sanitario.
D’altro canto, è assolutamente innegabile che nessun collegamento fra le varie autorità e nessuna visita medica potrebbe impedire che un’improvvisa esplosione di follia possa seminare  lutti e dolore.
Nel giro di pochissimi giorni, infatti, le cronache si sono dovute occupare con grande sgomento di tre gravissimi episodi. Il primo, veramente raccapricciante, ha visto uno stimato chirurgo sterminare a martellate la moglie e due figlie prima di uccidersi recidendosi l’arteria femorale; anche nel secondo, per una povera madre vittima di una profonda crisi depressiva, non c’è stato alcun bisogno di armi da fuoco, ma sono bastati coltelli e forbici per ridurre in fin di vita i due figlioletti; nel terzo, infine, ad una donna di Vicenza, è bastata un’ascia per uccidere il marito che era rientrato a casa ubriaco.
Di fronte a queste tragedie, che meritano solamente dolore e rispetto per le vittime e gli autori, sarebbe umanamente e civilmente intollerabile ogni ulteriore nuova speculazione tendente a limitare e osteggiare, immotivatamente, il legittimo possesso di armi da parte di tanti appassionati e sportivi, che di buon grado si sottopongono periodicamente alle prescritte verifiche sanitarie.

L’UFFICIO STAMPA

Category: CNCN

Comments (3)

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  1. ezio scrive:

    Quella di coinvolgere i medici di base che sono poi quelli che prescrivono i medicinali e conoscono la storia dei loro pazienti è una proposta troppo sensata per poter ….andare in porto!
    E poi non si potrebbero sfilare soldi dalle tasche dei cittadini!!
    Meglio penalizzare tutti con qualche inutile, PENALIZANTE e costosa (per noi) normativa che colpisca tutti in modo indiscriminato senza però risolvere il problema.
    Gli esempi ormai non mancano sia di “qui” che di “la”.
    Cordialità.
    Ezio.

  2. Giusti Giacomo scrive:

    Quando parte il cervello(purtroppo)non c’è bisogno ne di armi ne da fuoco, ne bianche,basta qualsiasi cosa. Puoi avere anche fatto una visita con 100 specialisti due minuti prima, ma non serve a nulla. queste parole me le disse il medico,quando andai a fare la visita per il decreto Pisanu.La cosa migliore é il medico di base, non c’è professionista che ti conosca meglio di lui.Il resto é acqua fritta!

  3. andrea scrive:

    I medici di base dovrebbero essere i primi a valutare l’idoneità del paziente.Anni fa richiesi al mio medico pastiglie di un tranquillante in quanto ero terrorizzato dall’idea (diventata poi fissazione)di dover fare 8 ore d’aereo per accontentare mia moglie che voleva andare oltreoceano.Bene prima di prescrivermele mi disse che se ne avessi fatto un’uso più frequente ,oltre ovviamente al fatto del viaggio ,avrei poi avuto problemi a rinnovare il porto d’armi ,in quanto lui sarebbe stato obbligato a menzionare l’uso del farmaco nel foglio anamnestico-Morale io non ho mai più preso l’aereo,mai più lo prenderò,mai più preso quel farmaco,e il mio medico ha collocato quel mio momento d’angoscia come un episodio tollerabile.Quindi più controllo di cosi!!!Ovvio che chi vuole far del male porto d’armi o no…..noi cacciatori penso siamo una categoria di cittadini con la C ,e quindi non maritiamo l’umiliazione di una visita psichiatrica ogni tre anni .POI PER ANDARE A CACCIA ANDREI ANCHE A FARMI VISITARE DA UN CANNIBALE.

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