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Siena: salvaguardia della lepre

| 14 marzo 2008 | 6 Comments

Verranno studiati comportamenti alimentari e spostamenti attraverso l’applicazione di radiocollari
Arcicaccia finanzia due progetti per la salvaguardia della lepre
Studiare i comportamenti e le preferenze alimentari della lepre nel periodo invernale e l’impatto che possono avere su questa specie gli interventi di contenimento dei predatori e del cinghiale con l’ausilio di cani da seguito. E’ questo, in sintesi, il contenuto dei due progetti messi in campo e finanziati da Arci Caccia di Siena, insieme all’amministrazione provinciale di Siena, Arsia e Atc 19, che riguarderanno la ZRC “La Foce” e la ZRV “Oriato”, compresi nei territori di Chianciano e Sartiano. A guidare i due progetti, che avranno l’obiettivo di  favorire la salvaguardia della lepre e il suo ripopolamento nelle aree dove è maggiormente soggetta a diminuzione, sarà  il ricercatore dell’Università di Firenze Marco Zaccaroni,  “Per questi progetti – si legge in una nota dell’Arci Caccia di Siena – sono state catturate 27 lepri (12 nella Foce e 15 ad Oriato) alle quali, dopo gli esami sanitari necessari, sono stai applicati dei radiocollari e rilasciate la dove erano state catturate. Questi apparecchi, basati su sistemi VHF e GPS, rimarranno agganciati alle lepri per 89 giorni dopodiché si sganceranno automaticamente per essere successivamente recuperati dai tecnici. Nei tre mesi di convivenza saranno monitorati tutti gli spostamenti e incamerati 1800 dati per ogni collare che, dopo il suo recupero, saranno scaricati su un terminale per le necessarie rilevazioni. “Lo studio di questi dati – continua la nota – dovrebbe dare un quadro sufficientemente chiaro sugli spostamenti della selvaggina facendo comprendere quali colture mettere a loro disposizione, soprattutto nel periodo invernale, arrivando quindi anche ad una possibile razionalizzazione di costi evitando eventuali produzioni superflue.
“Con l’altro progetto, che prevede di effettuare alcune battute di contenimento al cinghiale e alla volpe nella tradizionale forma della braccata – si legge ancora nel documento -  è nostro auspicio che possano essere messi a disposizione dell’INFS e dell’Amministrazione Provinciale elementi concreti tramite i quali si possa dimostrare, o comunque avere dati attendibili, sull’impatto che l’uso del cane da seguito ha sulla tipica fauna stanziale nelle operazioni di contenimento di animali non graditi all’interno delle zone a divieto di caccia. Inutile negare che nutriamo un cauto ottimismo sulla possibilità di ottenere, con le limitazioni necessarie, alcune autorizzazioni per il contenimento della volpe nella forma tradizionale.
“Siamo convinti – conclude infine la nota – che per far fronte alle continue difficoltà che la fauna selvatica incontra, visto il continuo depauperamento dell’ambiente, un ruolo importante lo svolga “la gestione del territorio” e, questa potrà essere ancor più efficace ed incisiva se riusciremo ad unire le forze del volontariato insieme a quelle scientifiche. Considerato che la diminuzione della piccola selvaggina è stata evidenziata più volte in tutto il territorio provinciale, attendiamo con interesse i risultati delle operazioni di cattura che durante i mesi di gennaio e febbraio sono state esuguite all’interno delle Zone di Ripopolamento e Cattura. Allo stato attuale, non avendo ancora i dati di tutto il territorio, posso valutare solo alcune zone ricadenti  nell’ATC 19 e per precisione La Foce, Chianciano e Valdorcia. In queste ZRC i dati delle catture sono confortanti sia per le lepri sia per i fagiani, la quantità del catturato ha raggiunto in tempi brevi i piani previsti consentendo quindi di ripopolare adeguatamente il territorio sottoposto a caccia programmata.

Category: Arcicaccia, Toscana

Comments (6)

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  1. ezio scrive:

    Ecco le “cose” di cui si dovrebbero occupare i cacciatori.
    Conoscenza e gestione, questi dovrebbero essere i nostri comandamenti.
    Cordialità.
    Ezio.

  2. Giovanni Fidc scrive:

    Infatti Ezio, ma sono pochi purtroppo i Cacciatori che si dedicano a dare una mano per espletare certe attività. Ovviamente parlo sempre e solo per quanto riguarda la provincia di Torino. Tutti gli altri preferiscono che facciano gli altri, così è sempre stato e così sarà, sperando che cambi. Mi auguro invece che certe iniziative possano essere adottate in tutto il territorio nazionale, io ci credo in certe cose, ma per la loro realizzazione ci va la partecipazione di tutti nel limite del possibile ovviamente.
    Giovanni

  3. viviana scrive:

    sottoscrivo e auspico altrettanto
    v

  4. macc scrive:

    Ciao Giovanni , purtroppo ti devo dare ragione,cè sempre meno cacciatori che si alzano le maniche è piu’ cacciatori che pretendono ….,ho scoperto che siamo etrambi della provincia di Torino.Un saluto a te è tutti i cacciatori

  5. Giovanni Fidc scrive:

    Benissimo caro Macc. Se è lecito saperlo, dove abiti e dove vai a caccia? Io abito a Torino e vado a caccia nell’ATCTO3 pinerolese. Se vorrai mi potrai contattare, sempre se ti fa piacere al mio indirizzo di posta elettronica che è giovanni.aiello.50@alice.it
    Magari qualche volta potremmo incontrarci e parlare di cose di caccia serenamente e a quattr’occhi o con tuoi amici e compagni di caccia. Nel caso non dovessimo leggerci ancora, auguro a te e a tutti i tuoi familiari una Felicissima Pasqua!!!
    Giovanni

  6. macc scrive:

    Carissimo Giovanni , io ritiro il tesserino venatorio nell ‘ATCTO3 , abito a Candiolo , è pratico la maggiorparte dell’ anno la caccia alla lepre nell’ ATCAL1 . Pero sappi che mi farebbe piacere incontrarti , anche se penso che sara’ molto facile incontrarci prima o poi.Ricambio gli auauri di una buona PASQUA a te è famiglia ciao.

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