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Lombardia: deroghe, nuova strada

| 14 marzo 2008 | 10 Comments

Come riceviamo e così pubblichiamo
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Viaviana BeccallossiLombardia, prelievo in deroga. Beccalossi: la Regione propone nuova strada
“Saranno due i progetti di legge sul prelievo in deroga che presenterò oggi all’ufficio legislativo della Giunta Regionale: due diverse strade, tra loro alternative, per dar corso al piano annuale previsto dalla nostra legge quadro”.
Così Viviana Beccalossi, Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, a margine del Comitato Tecnico Permanente cui oggi ha partecipato con il Ministro De Castro e gli Assessori regionali all’Agricoltura, annuncia un’importante novità in materia venatoria che presenterà oggi all’attenzione del Governo lombardo per una pronta e untuale valutazione.
“La prima strada, quella tradizionale, – spiega Viviana Beccalossi -consiste nell’autorizzare un limitato gruppo di cacciatori, ovvero i 16 mila che hanno optato per l’appostamento fisso, al prelievo di un preciso numero di capi in modo tale da garantire che non venga superata la “piccola quantità” consentita. Così facendo si assicura il non superamento della soglia prevista. La seconda strada, invece, già sperimentata dalla Regione Veneto, e’ quella di autorizzare all’esercizio delle deroghe tutti i cacciatori lombardi, assoggettandoli però all’obbligo di annotare le catture su di un apposito tesserino da riconsegnare tempestivamente, ogni 15 giorni, alla propria Amministrazione Provinciale. Con questo sistema, non appena le rilevazioni delle province segnaleranno l’approssimarsi della soglia, la Regione provvederà a chiudere il prelievo delle relative
specie”.
“Le specie considerate per la prossima stagione – aggiunge Viviana Beccalossi – sono peppola, fringuello e storno. Per la determinazione della “piccola quantità” sono in corso le consultazioni tra le Regioni interessate, l’INFS e la Conferenza Stato Regioni. Quest’anno abbiamo anticipato le procedure per evitare che le scadenze elettorali potessero intralciare l’approvazione della nuova legge”.
“Ora i due progetti – conclude Viviana Beccalossi – saranno sottoposti al vaglio politico della maggioranza, all’esame tecnico dell’ufficio legislativo e della Consulta, e alle Associazioni venatorie. L’obiettivo finale è quello di sottoporre al Consiglio Regionale il progetto che, insieme, avremo deciso essere il più rispondente alle esigenze del nostro
ecosistema e del nostro mondo venatorio”.

L’UFFICIO STAMPA

Avv. C.N.

Category: Lombardia

Comments (10)

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  1. Baghy scrive:

    Complimenti Assessore Viviana Beccalossi, questa è la strada da intraprendere e se permette un consiglio segua l’esempio del Veneto e dell’assessore Elena Donazzan, chissà che le donne ci insegnino qualcosa anche nella caccia, Baghy

  2. Aquila scrive:

    Due domande per la signora Beccalossi:

    Perchè la regione lombardia non copia pari-pari la legge del vicino veneto che consente la caccia in deroga a tutti i cacciatori iscritti agli A.T.C. compresi i non residenti anagraficamente?

    Perchè un cacciatore (extra regionale) che paga un ambito di caccia come un residente non ha gli stessi diritti?

    Grazie. Saluti.

  3. andrea scrive:

    W LE DONNE.Pensare che abbiamo sempre visto le donne come una catastrofe a caccia..Brava entrambe le idee sono doc.

  4. Giovanni Fidc scrive:

    Se mi posso permettere amico Aquila, faccio un appunto alla tua domanda. E’ semplice no? Fino a quando esisteranno le varie repubbliche venatorie, fino a quando la caccia sarà in mano a politicanti di ogni sorta, questi saranno i risultati. Ognuno pensa a coltivare il proprio orticello, ogni politico pensa alle cose di casa sua, se ci pensa….e andremo sempre avanti così. A te le rimostranze giuste per quanto siano, a loro la facoltà di fare e disfare come vogliono in materia. E poi dicono che siamo un paese civile e democratico, non la vedo proprio così e i fatti sono quelli che sono. Ogni tanto fanno finta di darti il contentino…guarda caso sempre sotto le elezioni e il gioco è fatto!!!
    Giovanni

  5. Baghy scrive:

    Carissimo Aquila, la legge statale 221 del 2002 dà la possibilità alle regioni di legiferare in materia di deroghe, cosa che il consiglio regionale Veneto si è subito adoperato fare evitando così i vari ricorsi amministrativi al T.A.R. da parte degli anticaccia.Non si tratta di altre repubbliche ma di opportunità che quache regione ha colto ed altre no, spero e ti auguro che questo possa accadere in Lombardia ed in tutte le regioni d’ITALIA perchè la caccia è tutta bella e che tutti possano cacciare secondo il loro orientamento venatorio nel rispetto della legge vigente. Se poi qualche cacciatore non condivide altre forme di caccia diverse della sua pazienza, ma non mi pare che nei calendari venatori regionali ci sia l’obbligatoriietà di abbattere selvaggina che non si desidera. Mi piacerebbe che ci fosse unità d’intenti indipendentemente dalla politica ma purtoppo questo non si può fare enon è colpa dei cacciatori, mi piacerebbe che ci fosse rispetto ed ammirazione anche verso chi esercita un altro tipo di caccia e questo si può fare perchè succede molto spesso l’esatto contrario e per conto mio risulta molto deleterio per il mondo venatorio. un in bocca al lupo Baghy

  6. mario guenci scrive:

    Complimenti alla sig. Viviana Beccalossi, come al solito il gentil sesso dimostra,ancora una volta,di avere molto piu’ buon senso di noi maschietti!
    Un invito ai legislatori marchigiani( io abito in provincia di Pesaro): perchè non prendere spunto dalla regione Veneto e dalla proposta dell’assessore Beccalossi della regione Lombardia per le deroghe di casa nostra?
    Copiare le cose buone è sempre un segno di intelligenza.
    Saluti.
    Mario

  7. Aquila scrive:

    I due interventi di gianni e di baghy si possono considerare giusti però leggendo attentamente l’articolo de”lombardia-deroghe nuova strada quello che più risulta in contrasto è quando si dice che la seconda strada è quella sperimentata dalla regione veneto è di autorizzare all’esercizio delle deroghe tutti i cacciatori lombardi.
    Dicendo “lombardi” e dicendo anche “sperimentata dalla regione veneto” si dimostrano già le bugie della signora Becalossi.
    Cosa falsa.. In veneto le deroghe sono consentite a tutti i cacciatori in possesso di un A.T.C. ricadente in tale regione con relativo rilascio della scheda di monitoraggio quindicinale da riconsegnare alla provincia di riferimento salvo multa di € 50 per mancata consegna.
    Secondo me la Sg.ra Becalossi deve affrontare il problema come ha fatto la collega Donazzon dimostrando di fare gli interessi di tutti i cacciatori (come invece non accade più in regioni rosso/verdi-vedi toscana da molto tempo-ed emilia romagna ultimo anno dove solo i residenti anagrafici cacciano in deroga)per quanto riguarda il discorso della “caccia in deroga” copindo in toto l’intera legge veneta (dato che in tale regione non esiste più la procedura di infrazione U.E.).
    Saluti.

  8. entra48 scrive:

    in lombardia ne abbiamo viste di tutti i colori,non ultimo lo scontro sulle deroghe(quantita’ dei capi in deroga)dello scorso anno tra il leghista Frosio e la signora Beccalossi,pertanto aspetterei a commentare.
    certo che a sentire Burlato sembrerebbe tutto facile….
    saluti

  9. Carlo scrive:

    Cari amici vi ricordo che in Lombardia il fronte anti caccia è molto ampio e trasversale. La Beccalossi si stà facendo in quattro per poter proporre al Consiglio una legge che possa portare al voto anche i più tiepidi ed una parte del PD. Quando si è per fare demagogia si è cercato di forzare la mano e di superare le proposte dell’Assessore il risultato è stato che la legge non è passata, la Giunta ha dovuto autorizzare le deroghe con delibera, subito impugnata e alla fine niente deroghe.
    E’ almeno curioso notare come negli scorsi anni il Governo abbia impugnato leggi regionali rigide e che permettevano il prelievo di poche specie e non leggi di alcune regioni che prevedevano molti capi e molte specie. Stranezze della politica.

  10. Michele Sorrenti scrive:

    L’iniziativa dell’assessore Beccalossi è sicuramente positiva per le cacce in deroga, fino ad oggi gestite in modo poco tecnico e non rispondente ai principi delle piccole quantità e dei mezzi di controllo del prelievo che l’UE stabilisce per i prelievi in deroga.
    Mi auguro che la stessa solerzia venga messa in atto dall’Assessore Beccalossi per riammettere alla caccia le specie Frullino e Combattente, regolarmente cacciabili secondo le leggi regionali e nazionali, ma che da anni vengono escluse dai calendari sulla base di motivazioni inconsistenti.
    L’ACMA ripresenterà anche quest’anno le motivazioni tecnico-scientifiche per sostenere queste riammissioni.

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