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AA.VV. Un’intesa possibile

| 22 febbraio 2008 | 6 Comments

Il presidente di Federcaccia, Franco Timo, ha inviato alle associazioni venatorie una bozza di protocollo per una convergenza programmatica tesa a una ricomposizione dei cacciatori italiani. Ecco il testo integrale.
Lo scenario sociale, culturale, produttivo, ambientale e faunistico all’interno del quale si colloca ed opera la caccia è profondamente mutato. In questo contesto e sulla scorta della legge 157/92 la caccia ha individuato e sviluppato un percorso che ha prodotto evidenti ed apprezzabili risultati in tema di gestione del territorio nostro Paese. I valori di cui la caccia è portatrice (le tradizioni, la conoscenza, la cultura) e della fauna. La caccia, dunque, è oggi una risorsa, non un problema, per la società e per il possono e debbono tradursi in benefici per la società e per la qualità della vita di tutti i cittadini. È necessario, attraverso la comunicazione, rivelare la nostra essenza, le nostre potenzialità, la nostra cultura per passare da un piano di contrapposizione, spesso del tutto ideologica ed istintiva, ad un piano di confronto argomentato e motivato. La caccia, dunque, deve intendersi come modello culturale espresso da una categoria di cittadini che gestisce territorio e fauna, preserva l’habitat e gli esseri che lo popolano anche grazie ad un impegno continuato, competente nel volontariato e nella Protezione Civile. Il mutato quadro generale cui ha fatto riscontro un nuovo modo di essere cacciatori e di andare a caccia dev’essere, altresì, finalizzato all’ottenimento di pari dignità ed opportunità della caccia e dei cacciatori italiani rispetto al popolo venante di tutta Europa. Queste considerazioni generali, il riconoscimento del ruolo svolto nell’interesse della caccia dalle Associazioni venatorie nazionali, il fatto che il numero dei cacciatori subisce una progressiva diminuzione impongono alle stesse Associazioni venatorie del nostro Paese una specifica convergenza nell’analisi, nelle prospettive, negli obiettivi. La convergenza programmatica delle Associazioni venatorie italiane deve rappresentare una valida base su cui operare per la ricomposizione del mondo venatorio del nostro Paese. I principali temi sui quali devono convergere l’attenzione e l’impegno delle Associazioni venatorie italiane firmatarie del presente documento sono i seguenti:

  • verifica circa l’applicazione, i pregi ed i limiti della l. 157/92;
  • ricerca e indagine sulla fauna selvatica, sulla gestione, conservazione ed uso sostenibile del territorio, degli habitat e delle risorse naturali rinnovabili;
  • tutela e promozione della cultura, della storia e delle tradizioni connesse al mondo della caccia;
  • valorizzazione dell’importanza sociale ed economica dell’attività venatoria con particolare riferimento al suo ruolo primario nel contesto della ruralità;
  • promozione ed istituzionalizzazione del volontariato e della protezione civile nelle Associazioni venatorie;
  • attività di formazione interna ed esterna al mondo associazionistico e venatorio;
  • potenziamento della comunicazione che permetta al dibattito sulla caccia, vivo nella nostra società, di passare da un piano di mera contrapposizione ad un piano di confronto seriamente argomentato e motivato;
  • recupero di pari opportunità per la caccia ed i cacciatori del nostro Paese rispetto agli altri Paesi Europei anche per recuperare, sulla base di rigorosi criteri tecnico-scientifici, specie, tempi di caccia;
  • garantire a tutti gli associati servizi comuni in tema di assistenza e tutela assicurativa e parimenti uniformare i costi delle tessere associative;
  • programmare il necessario coinvolgimento della componente giovanile e femminile della società anche per incrementarne l’adesione al mondo venatorio.

Gli strumenti necessari ad attivare concretamente la collaborazione fra le Associazioni venatorie sono così individuati:

  • consultazioni fra le Associazioni a mezzo di periodiche riunioni;
  • costituzione di commissioni di lavoro per predisporre programmi operativi sui temi citati;
  • partecipazione reciproca alle riunioni dei rispettivi organi nazionali (Assemblee e Consigli nazionali);
  • promozione a livello regionale del percorso e delle iniziative promosse a livello nazionale;
  • fissare tempi e modalità di verifica dell’attuazione del programma sottoscritto.

Franco Timo

Category: Federcaccia, Generale

Comments (6)

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  1. ezio scrive:

    Sarà solo fumo o anche dell’arrosto???!!!
    Ai posteri l’ardua sentenza!!
    Ho la sensazione che sia tutto così …”faticoso”….
    Cordialità.
    Ezio.

  2. MARCO71 scrive:

    Speriamo che sia la volta buona, ma ci credo poco in quanto (purtroppo) noi Cacciatori siamo una categoria troppo divisa nel nostro interno. Ognuno pensa solo al proprio “orticello”. Non come gli anticaccia che sono uniti negli intenti e nei loro ideali.

    saluti a tutti
    Marco71

  3. macc scrive:

    Parole sante Marco , adesso che ci saranno le votazioni vedrai quanti volantini ci arriveranno a casa con belle parole , alla fine sara come dice Ezio tutto fumo ??.Una cosa è sicura che siamo pochi anno per anno , ma paghiamo una volta di piu’. un saluto a tutti voi ciao.

  4. Alfio scrive:

    Il proposito lo trovo interessante, bisogno verificare i contenuti e la relativa gestione. Se non si condiziona nessuna zona d’italia all’ineandola con le regioni più penalizzate l’idea è buona. L’intesa per il momento potrebbe soffermarsi con l’allineamento europeo per avere più territorio cacciabile, nel tempo si potrebbero fare dele analisi per singola regione, verificare le abbitidini locale, i sistemi di caccia ed i selvatici maggiormente presenti in loco. Comunque nel tempo è una decisione che giocoforza si di deve intraprendere.
    Saluti alfio.

  5. Giusti Giacomo scrive:

    Sarebbe troppo bello!! E io ci credo poco! comunque per arrivare a fare Qualcosa per la caccia,i cacciatori, e l’ambiente, almeno proviammo a farla questa benedetta intesa!Che fra l’altro…… c’era già!!

  6. fabrizio scrive:

    finalmente qualcosa si muove. bravo Timo! era ora! se non altro e’ un’ utile base di partenza per un costruttivo confronto fra i vertici delle AA.VV.
    ma attenzione a non farci infinocchiare dai partiti. non abbiamo nulla da regalare a nessuno.

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