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Sardegna, 28 piani SIC

| 21 febbraio 2008 | 2 Comments

Firmati i primi 28 Piani di gestione dei Sic
I 156 Comuni di 84 dei 92 Sic presenti in Sardegna hanno aderito alla redazione del Piano di gestione per la tutela di fauna, flora e habitat dei siti. Altre amministrazioni sono pronte a farlo, ma ancora ci sono le resistenze di sette Comuni, che potranno comunque contare sui fondi del Piano di sviluppo rurale.
CAGLIARI, 20 FEBBRAIO 2008 – Sono stati firmati i primi 28 Piani di gestione (sui 72 pervenuti alla Regione) delle aree Sic isolane. Lo ha annunciato l’assessore regionale dell’Ambiente, Cicito Morittu, che ha sottolineato “il lungo percorso di partecipazione avviato nei confronti delle Autonomie locali nella gestione di questi siti, ponendo una regolamentazione condivisa per la protezione di fauna, flora e habitat”.
Un percorso talvolta sofferto, ma che “ha portato a risultati insperati: 156 Comuni hanno già aderito, altri sette sono pronti a compiere il passo ma sono bloccati da otto amministrazioni contigue che, di fatto, bloccano i rispettivi Sic (8 su 92). Ma per loro resta aperta una porta, quella del Piano di sviluppo rurale, che servirà a compensare le eventuali mancanze di reddito da parte degli agricoltori. In ogni caso, per gli questi Sic valgono le misure minime di conservazione dettate dal Decreto ministeriale che ha recepito le norme comunitarie: buone pratiche di tutela del territorio, non vincoli rigidi o divieti senza senso. Naturalmente, le iniziative dei privati in quelle zone non possono per ora essere ammesse a finanziamento”.
La superficie complessiva dei 92 Sic sardi è di oltre 427mila ettari, pari al 17,7% del territorio isolano. Gli 84 Sic che hanno aderito alla redazione del Piano di gestione sono interessati a un’estensione pari a oltre 361mila ettari. Alcuni Piani non sono arrivati a maturazione perché hanno richiesto un iter più complesso.
“Si sta rivelando fondamentale – ha proseguito Morittu – l’attività sinergica tra gli Assessorati regionali dell’Ambiente e dell’Agricoltura, soprattutto nelle zone interne. Sono previsti alcuni progetti pilota: uno, sviluppato con l’agenzia Agris, sul Supramonte. Altri due sui Tacchi dell’Ogliastra e a Gutturu Mannu”.
I fondi non mancano. Dal Por 2000-2006 sono arrivati 16 milioni di euro suddivisi su tre Assi (sei milioni di euro sono riservati a 90 proposte tra le oltre 200 giunte dai privati, riferite a ristorazione tipica, agriturismi, produzione di prodotti agroalimentari tradizionali e servizi di promozione dell’offerta). Il Por 2007-2013 prevede risorse pari a 17 milioni, il Psr 2007-2013 altri 36 milioni mentre i fondi Fas (Apq) 2006-2009 finanzieranno 20 interventi con 15 milioni di euro. Altre risorse Fas sono da programmare per il futuro.
I controlli nelle aree Sic saranno di competenza dell’organo di governo del Piano di gestione, che sarà composto dai rappresentanti di Regione ed enti locali. L’attività venatoria continuerà ad avere una disciplina propria, che vale per le aree Sic, le Zps e il resto del territorio della regione.

Category: Sardegna, ZPS/SIC

Comments (2)

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  1. Federighi Alessandro scrive:

    I sic saranno un osso veramente duro da digerire per noi cacciatori sardi, la cosa più grave è che hanno aderito a questi…. di fatto parchi , senza informare nel giusto modo le popolazioni locali;secondo me si rischiano gravi problemi di ordine pubblico, come è successo per il Parco del Gennargentu ,abortito per imposizione popolare , dal momento in cui la gente si renderà conto che trappola reale che sono questi sic! Mi auguro che si modifichi la legge .saluti

  2. Riccardo scrive:

    Secondo me ormai è tardi. E’ difficile cambiare queste leggi perchè c’è di mezzo l’unione europea.
    L’errore secondo me è stato individuare aree così vaste (anche nel resto d’italia) e non informare adeguatamente la popolazione, soprattutto sulle restrizioni che ne conseguono.
    L’impressione è che questo tipo di gestione è lasciata in mano ai naturalisti che fanno il bello ed il cattivo tempo su questa materia.
    Da noi queste zonizzazioni sono state promosse perchè secondo qualcunoavrebbero portato finanziamenti europei…. è vero, ma nessuno ha detto che quessti sarebbero serviti per rinaturalizzarle ancora di più e per fare leggi che limitano le attività dell’uomo.
    E’ difficile farci anche una pista ciclabile, perche …. la scusa è sempre quella… si spaventano gli uccelli!

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