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Toscana: emergenza cinghiale

| 28 gennaio 2008 | 1 Comment

Pascucci alla Regione: ”Le produzioni toscane vengono continuamente falcidiate dalla fauna selvatica. Necessario un piano straordinario di abbattimento
Cia Toscana: emergenza cinghiali ai massimi livelli in regione.
Si stima che nei boschi toscani ne vivano 300 mila esemplari, oltre a più di 100 mila caprioli, 20 mila daini e 4.500 cervi; troppi per essere sostenuti dal sistema agricolo

Firenze, 26 gen. – (Adnkronos) – Emergenza cinghiali ai massimi livelli in Toscana. La parola d’ordine e’ ”sostenibilita”’ fra attivita’ venatoria e agricoltura. L’allarme giunge, forte e chiaro, dalla Cia Toscana che in questi giorni si e’ rivolta all’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Susanna Cenni, per un rapido intervento che risolva un problema annoso.
Le produzioni toscane vengono continuamente falcidiate dalla fauna selvatica” denuncia la Cia, ”ungulati in particolare, ormai una vera piaga per le nostre colture, ma anche lupi e cani selvatici che si accaniscono contro gli allevamenti ovini”. I numeri: si stima che nei boschi della regione vivano 300mila cinghiali, oltre 100mila caprioli, 20mila daini e 4.500 cervi. Davvero troppi per essere sostenuti dal sistema agricolo.

”Occorre un intervento immediato e deciso – afferma il presidente della Cia toscana, Giordano Pascucci -, finalizzato a riportare le popolazioni di fauna selvatica ad un livello di sostenibilita’ per l’agro-eco sistema”. Cosa occore fare secondo la Cia: ”Prevedere una drastica riduzione del carico di ungulati attraverso un piano straordinario di abbattimenti – sottolinea il presidente Pascucci -, oltre ad un’opera di contenimento della presenza dei lupi e delle altre specie selvatiche che quotidianamente danneggiano i nostri allevamenti”.

Abbastanza omogenea la mappa dei danni provocati dagli ungulati: dalla Maremma al Chianti, fiorentino e senese, fino alla provincia di Arezzo. Il Mugello e i territori di Pisa e Livorno, cosi come nelle altre province, dalle zone della Lunigiana alla Lucchesia e alla Montagna pistoiese. Insomma e’ allarme in tutta la Toscana. ”La conferenza regionale sull’attivita’ venatoria non dovra’ limitarsi – aggiunge Pascucci – solo a riproporre un tema gia’ affrontato piu’ volte in passato; dovranno, invece, essere illustrate le azioni intraprese, i risultati ottenuti e le proposte concrete per superare definitivamente questa piaga della nostra agricoltura”.

Category: Toscana

Comments (1)

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  1. Alfio scrive:

    Non ho il piacere di conoscere la campagna toscana le zone cacciabili, le riserve naturali, parchi ed altre zone interdette alla caccia, ma sono convinto che anche in toscana le zone interdette alla caccia non mancano, ed allora inutile piangere i danni agricoli, bisogna richiedere una verifica alla legge che interdisce la caccia in determinate zone. La caccia è l’equilibrio fra regno animale ed agricoltura, non bisogna continuare a colpevolizzare la caccia ed i cacciatori diversamente in un prossimo futuro perderemo la produzione agricola rimanente.
    Saluti Alfio.

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