Scarica l'opuscolo Sicurezza a Caccia

- Delta del Po, parco nazionale

| 14 gennaio 2008 | 1 Comment

Tratto da Il Gazzattino OnLine – il quotidiano del NordEst

Veneto ed Emilia non hanno ancora trovato un’intesa per gestire le aree protette e il ministero dell’Ambiente va all’attacco: ci pensiamo noi
Delta del Po, il parco lo vuol fare Roma 
Enti locali contrari. L’assessore Marangon: «Questa è un manovra di Pecoraro contro le opere che devono sorgere qui»
Pare proprio che a Roma, i due parchi regionali del Veneto e dell’Emilia Romagna, nati rispettivamente nel 1997 e nel 1988, non bastino più. Le due Regioni non si sono ancora accordate e, di fatto, sembra voler dire l’Esecutivo, stanno ritardando la fusione in un’unica struttura protetta per l’area umida più importante d’Italia. Quindi, d’imperio, ci penserà il governo centrale.
Mossa a sorpresa quella annunciata da palazzo Chigi. Il ministero dell’Ambiente di Alfonso Pecoraro Scanio giovedì ha convocato nella Capitale gli assessori veneti Renzo Marangon (Politiche del territorio) e Flavio Silvestrin (Enti locali e personale), insieme ai loro omologhi emiliani Lino Zanichelli (Ambiente) e Luigi Gilli (Programmazione territoriale).

Fin dall’oggetto, la nota non lasciava scampo: Istituzione dell’area protetta di stampo nazionale. Altrettanto ostico confutare le motivazioni addotte: «Visto che – spiega lo scrivente direttore generale del ministero Aldo Cosentino – la previsione di un parco interregionale del Delta del Po è contenuta nella legge 394 del 1991 che dà tempo due anni alle Regioni interessate per istituire un parco interregionale d’intesa con il ministero dell’Ambiente, qualora non si perfezioni l’iniziativa nel termine citato, è prevista la nascita di un parco nazionale».

Non solo: la disposizione normativa è stata oggetto di concertazione nella Conferenza Stato-Regioni del 12 ottobre 2000 da dove è scaturita l’intesa sui criteri di individuazione delle riserve naturali statali non collocate nei parchi nazionali per la quali la gestione è affidata alle Regioni. Da qui ministero dell’Ambiente e Regione Emilia Romagna convennero che tali riserve cedute in gestione a quest’ultima, se entro il 31 dicembre 2001 non fosse arrivato a definizione il parco interregionale, avrebbero dovuto essere retrocesse alla gestione statale in vista della trasformazione in parco nazionale.

«A tutt’oggi il Parco unico tra Veneto ed Emilia non c’è – sottolinea il ministero – E dette Regioni nulla hanno prospettato in merito». Da qui l’avvio del necessario confronto tra questi enti e lo Stato per concordare la definizione della tutela dell’area nel rispetto della normativa vigente.

Ieri è stato lo stesso assessore Marangon a divulgare l’informativa sull’incontro sottolineando di aver già espresso la ferma contrarietà della Regione a ogni iniziativa che sopravvanzi la titolarità veneta su un lembo importante del proprio territorio. «È una provocazione – ha tuonato Marangon – Non esiste la benché minima condizione né normativa né generale per una forzatura di questo tipo. È sicuramente una manovra architettata dal ministro Pecoraro Scanio e dal gruppo politico dei Verdi per forzare la mano nei confronti del governo locale. Oltretutto non è vero che Veneto ed Emilia sono rimaste inerti. Sono in atto collaborazioni decisive per il nuovo Piano ambientale unico per entrambe le aree protette».

Cosa ci sia dietro la mossa del ministro dell’Ambiente è facile indovinarlo. «Questa è una minaccia – ha risposto Marangon – Nel mirino di Pecoraro Scanio ci sono le grandi opere infrastrutturali che devono sorgere nel Delta».

Colpito nel segno. Terminal gasiero e soprattutto riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini sono due progetti che subirebbero un contraccolpo mortale dall’istituzione di un parco nazionale. E se per la prima la sua collocazione fuori costa, bene o male, potrebbe venire tollerata, non così sarebbe per il carbone di Enel. In pratica, il ministro verde fatica ad arrivare al proprio obiettivo di fermare la riconversione per l’isolamento incontrato dal suo no nel consiglio dei ministri? Cambio di fondale e voilà: il territorio che ospita la centrale viene sottrato all’egida ambientale del governo veneto e il gioco è fatto.

Del resto va anche detto che, da un lato Regione Emilia Romagna e Provincia di Ferrara sono sempre state fortemente critiche nei confronti della presenza di una centrale di produzione energetica nel Delta, anche se in sponda polesana, e dall’altra che l’interregionalità dal 2001 non ha fatto passi avanti anche perché l’Emilia ha sempre indirettamente fatto capire che il no alla centrale è condizione preliminare agli accordi. Così come l’esistenza di un parco solo regionale ha sempre permesso al governo veneto mano libera sulle scelte legate alla riconversione energetica in loco.

Un fermo rifiuto all’iniziativa ministeriale è arrivato anche dal presidente della Provincia Federico Saccardin che è anche presidente del Parco veneto: «Non daremo alcuna disponibilità a subire una gestione commissariale del nostro territorio».

Franco Pavan

Category: Veneto

Comments (1)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Fabio Vari scrive:

    Non sono mai stato mai contrario, in linea di principio, all’istituzione di aree protette che rispettassero quanto meno la disposizione del 20-30% prevista dalla legge sulla caccia nr. 157!!!! Anche se ritengo, tuttavia, attesa la normativa vigente in tema di caccia, che sia assolutamente possibile esercitare l’attività venatoria (sotto strettissimo controllo.., sia ben inteso!) all’interno di aree protette, specie se di grandi dimensioni.
    Noto con piacere che la demagogia del Ministro Pecoraro Scanio inizia a subire una qualche resistenza anche all’interno della sua stessa coalizione. Una politica, sia ben inteso, in passato largamente condivisa dalla sua stessa alleanza: probabile che oggi, visti i recenti fatti di cronaca, non paghi più in termini di voti? E chi lo sà!!
    Non cantiamo vittoria troppo presto! La gramigna è dura a morire!!!
    Forse il fetore della “munnezza” di Napoli ha risvegliato qualche coscienza addormentata!! In realtà ritengo che fosse ben sveglia anche in questi ultimi 20 anni di presenza verde!! Faceva finta solo di dormire…. per convenienza..!
    Grazie al signor Pecoraro Scanio e a chi lo ha preceduto, ma soprattutto a chi lo ha appoggiato, abbiamo ereditato (e mi addolora dirlo!) la situazione di Napoli, il fatto di vivere in una nazione quasi per metà dipendente dall’estero in fatto di energia, l’assoluta mancanza di fonti alternative credibili, presenza di strutture ottocentesche!
    …E, comunque, alla fine, chi ne ha avuto la possibilità, anche con la complicità di qualche “verde” importante, è riuscito ugualmente a farsi la sua bella villa all’interno qualche area protetta..magari poco prima che fosse istituta!!
    Guardate l’infinita storia del Parco Nazionale di San Felice Circeo (ha quasi 100 anni!!!).

    saluti

    Fabio VARI

Leave a Reply


+ 5 = 7

oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


Nota Bene: E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purche' rispettoso della persona e delle altrui opinioni. La redazione si riserva pertanto il diritto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi o che non siano in tema con l'argomento trattato. Inoltre i commenti inviati, con il solo scopo di provocare, offendere o anche semplicemente dileggiare la caccia e i cacciatori, verrano cancellati d'ufficio. E' fatto divieto inoltre divulgare (all'interno dei commenti) email, articoli, etc. senza disporre dell'esplicito consenso dell'autore.


Avviso: LEGGERE ATTENTAMENTE
Ciascun partecipante si assume la piena responsabilita' penale e civile derivante dal contenuto illecito dei propri commenti e da ogni danno che possa essere lamentato da terzi in relazione alla pubblicazione degli stessi. La redazione del sito www.ilcacciatore.com si riserva il diritto di rivelare l'IP dell'autore di un commento e tutte le altre informazioni possedute in caso di richiesta da parte delle autorita' competenti, nell'ambito di indagini od accertamenti di routine o straordinari. La redazione del sito www.ilcacciatore.com non puo' in alcun modo essere ritenuta responsabile per il contenuto dei messaggi inviati dagli utenti e si riserva il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi messaggio sia ritenuto inopportuno o non conforme allo spirito del sito senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo.