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Katia Bellillo e Elisabetta Gardini: Intergruppo Amici della Caccia

| 27 luglio 2007 | 3 Comments

Katia Bellillo, un lungo amore con la caccia
La parlamentare dell’Intergruppo Amici della Caccia, del Tiro e della Pesca: “Far presto con gli osservatori faunistici regionali”.
Lungo e prestigioso il curriculum di Katia Bellillo, parlamentare dei Comunisti Italiani, arrivata a coprire nei due Governi succedutisi l’incarico di ministro per gli Affari Regionali, presidente D’Alema, e poi, in quello guidato da Amato,
ad avere la delega per le Pari opportunità. A quei dicasteri la Bellillo, umbra di Foligno, laureata in pedagogia con specializzazione in mediazione familiare, è arrivata ricoprendo la carica di vicepresidente regionale della Regione Umbria e quella di vicepresidente della Giunta provinciale di Perugia.
E qui la sorpresa. A quel tempo, come assessore, oltre che ai Servizi sociali, Istruzione, Tempo libero, Sport e Pari opportunità, aveva la delega anche alla Programmazione faunistica di una delle province a più alta densità venatoria. Acquario con ascendente Gemelli, la parlamentare comunista ha sempre avuto tanta attenzione verso il mondo venatorio “…anche se adesso ho molto a cuore i problemi che sbarrano il passo all’applicazione e all’accrescimento dei diritti civili”. E, infatti, basta dare un’occhiata all’estesa lista delle sue proposte di legge per capire il suo grandissimo impegno contro ogni forma di discriminazione e in difesa della laicità dello Stato.
Ma torniamo alla caccia e ai cacciatori dei quali, quando l’onorevole Bellillo era assessore, diceva “…che se l’Umbria è il cuore verde dell’Italia, parte di questo merito va anche a questa categoria di cittadini. I cacciatori sono una fonte di rapporto con la vita e il loro mondo è ricco di passionalità, nel quale certamente non mancano i conflitti e che richiede un avvicinamento, un approccio non strumentale da parte di tutte le altri componenti sociali”. Oggi, dice, e non smentisce la sua “pratica” nelle cose venatorie, che il futuro della caccia è per gran parte nelle mani delle Regioni “…queste devono al più presto mettere a punto gli osservatori faunistici regionali. Sono le Regioni che devono avere la competenza per decidere l’abbattimento di questa o quella specie. È fatto ormai pacifico che, quando la gestione del territorio è ben definita e gli Atc e soprattutto i Comprensori alpini funzionano, migliora anche la situazione della fauna e dell’ambiente. Non vedo quindi dove sia la contrapposizione fra caccia sì e caccia no”.
G.F.

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Elisabetta Gardini, una scoperta il mondo della caccia
La parlamentare dell’Intergruppo Amici della Caccia, del Tiro e della Pesca: “Realtà che non si vuole conoscere, ma solo combattere”.

Nell’Intergruppo parlamentare Amici della Caccia, del Tiro e della Pesca, c’è anche Elisabetta Gardini, alla sua prima esperienza a Montecitorio sui banchi di Forza Italia. Attrice teatrale, ha lavorato con Albertazzi e Gassman per poi passare alla tivù dove ha condotto fra l’altro “Domenica In” e “Uno mattina”, presentato una lunga serie di trasmissioni e partecipato a diverse fiction finché l’impegno politico non l’ha assorbita completamente. “La politica mi prende tutta, sono piena di passione per questo lavoro…” disse in un’intervista subito dopo l’indimenticabile incontro-scontro con Vladimir Luxuria nella toilette femminile della Camera dei deputati. In Parlamento, la Gardini è arrivata con la tornata elettorale dello scorso anno, dopo una prima mancata elezione con il Patto Segni e quindi un tentativo fallito alle Europee del 2004 nelle liste di Forza Italia. Intanto era stata eletta per gli “azzurri” consigliere regionale del Veneto, dove è nata a Padova. Ed è grazie all’attività di consigliere regionale che la Gardini si è sentita attratta dal mondo dei cacciatori. Ecco come ce lo spiega. “Non vado a caccia, sono una cittadina al cento per cento ma, forse proprio per questo, provo un’istintiva simpatia per quanti amano la natura e cercano di stare il più possibile a contatto con essa e gli animali. E credo che più vicini dei cacciatori ci siano ben pochi altri. Un mondo, quello della caccia, che ho imparato a conoscere proprio durante la mia esperienza di consigliere regionale. In Veneto abbiamo numerose associazioni, tutte piuttosto combattive, che hanno portato le loro istanze in consiglio regionale dove c’erano, e ci sono sempre, opposizioni che non si aprivano al dialogo e, soprattutto, non cercavano di capire una realtà così profondamente radicata nella cultura e nella tradizione del territorio. Da quell’esperienza ho cominciato a guardare con simpatia all’universo della caccia, giudicandolo in sostanza vittima dei pregiudizi di persone che non lo conoscono, neppure in superficie. Persone che vedono soltanto il fucile che i cacciatori portano, ma non la passione che li muove e il prezioso lavoro che fanno sul territorio. Io li ritengo invece fra gli ultimi testimoni e difensori di una realtà di cui la stragrande maggioranza di noi si accorge in vacanza, durante un viaggio o addirittura soltanto su ‘Discovery Channel’…”.
Gigi Foti

Category: Curiosità, Leggi/Politica

Comments (3)

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  1. Renzo scrive:

    Finalmente ho avuto ragione.. esistono anche delle persone con la testa sul collo ! Speriamo solo che quella testa non la nascondano come gli struzzi . Grazie

  2. alfio scrive:

    Ho troppi anni per lasciarmi incantare dai bei discorsi, l’esperienze mi dice, guarda come rozzolano e non come predicano. Non mi risultano i due nominativi fra gli onorevoli che hanno portato discorsi costruttivi per l’attività venatoria o di averla difesa dai tentativi di penalizzarla da alcuni loro colleghi, comunque mai dire mai se sono rose fioriranno, da parte mia il libro nero ed il bianco sono sempre a portata di mente.

  3. mauro scrive:

    ma ke bello siamo pieni di amici, tutti con la caccia, tutti a favore, nessuno contrario e tutti ke dicono quello che faranno una volta eletti e cioe’ che ci manderanno a caccia da settembre a marzo senza limitazioni, ma io i politici li conosco fin troppo bene e la passata legislatura me li ha fatti conoscere pure meglio, specialmente quei partiti della destra che dicevano che ci volevano aiutare e che dpop essere andati al potere con il nostro aiuto si sono rimangiati tutto e invece di aiutasrci sono stati solo un ennesima penalizzazione alla caccia vedi decreto Storace sui richiami vivi di cui ancora soffriamo gli effetti e decreto Pisanu sui porti d’arma……………….. e ora questi altri ripartono con le promesse? Gli unici che promettono e mantengono sono i verdi…………. che promettono di metterci i bastoni tra le ruote……….. ed effettivamente continuano a farlo in tutte le occasioni.

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