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Emilia Romagna: modifica legge n.8/94

| 12 luglio 2007 | 1 Comment

Emilia Romagna – Modifica legge protezione fauna selvatica ed esercizio caccia
Rafforzato il potere di condizionamento delle Province e quello delle associazioni

La commissione Politiche economiche della Regione Emilia Romagna, presieduta da Damiano Zoffoli, ha esaminato e licenziato l’articolato del pdl: “Modifiche ed integrazioni alla legge n.8/94, Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria” Sui 35 articoli del testo di modifica sono stati presentati 65 emendamenti. Tutti approvati i 10 firmati da Gian Carlo Muzzarelli (ds) respinti invece quelli presentati dai consiglieri di forza italia Luigi Francesconi e Ubaldo Salomoni, da Daniela Guerra dei verdi e da Gianluca Borghi (ecodem).
L’obiettivo della modifica è quello di migliorare alcuni aspetti applicativi della legge 8, conseguendo una piú incisiva azione regionale nel promuovere misure atte al raggiungimento dell’equilibrio faunistico.Il pdl all’art. 1 (contrari fi, verdi, ecodem) aggiunge due nuove finalità alla legge 8: promuovere “l’educazione e la formazione dei cacciatori in materia agro faunistico ambientale” e favorire “l’attuazione di interventi atti a contrastare fenomeni di bracconaggio”. Respinto (astenuta la lega) l’emendamento firmato Francesconi -Salomoni che aggiungeva, a Regione e Province, i Comuni tra gli enti attuatori della legge. La modifica, all’articolo 12 (che ha avuto il voto contrario dei verdi e l’astensione della lega) attribuisce agli Atc (Ambiti territoriali di caccia, attualmente 51 in Emilia-Romagna) attività di gestione faunistica e di organizzazione dell’esercizio venatorio in forma programmata nel territorio di competenza, sotto il controllo e la vigilanza della Provincia, che ha il compito di vagliare la legittimità degli atti assunti dagli Atc. Il provvedimento si propone di ampliare i compiti degli Atc,introducendo la possibilità di concorrere alle attività di protezione civile e di promuovere la formazione degli iscritti. Il testo all’ articolo 13 (contrari verdi, ecodem e fi; astenuta lega) prevede inoltre una revisione dell’organizzazione degli Atc disponendo che il consiglio direttivo sia composto per il 30% da rappresentanti designati dalle organizzazioni professionali agricole, per il 30% da quelli designati dalle associazioni nazionali venatorie presenti sul territorio, per il 20% dalle associazioni ambientaliste riconosciute, e presenti a livello locale, e per il 20% da esperti indicati dalla Provincia. L’Assemblea sarà invece composta: dai cacciatori iscritti, dai conduttori dei fondi agricoli inclusi nell’Atc, dagli iscritti alle associazioni di protezione ambientale riconosciute dalla legge e presenti nei comuni compresi nell’ambito territoriale di caccia. Molti degli emendamenti presentati da Daniela Guerra riguardavano proprio questi aspetti del pdl sul quale la consigliera ha espresso una valutazione assai negativa. La modifica – ha detto l’esponente dei verdi – è un tentativo di trasformare gli Atc in vere e proprie associazioni, che potranno partecipare all’erogazione di fondi pubblici per la protezione civile e l’educazione ambientale; inoltre con la nuova organizzazione degli organi Atc non è chiaro come verranno definiti i componenti dell’Assemblea. Anche Luigi Francesconi ha espresso forti perplessità sul provvedimento: i Comuni sono completamente esautorati, non avendo alcun rappresentante nel Consiglio dell’Atc, viene invece rafforzato il potere di condizionamento delle Province e quello delle associazioni, che potranno revocare i propri rappresentanti. La commissione ha poi licenziato (astenuta fi) l’Aggiornamento della Carta delle vocazioni faunistiche della Regione ed ha inviato alla commissione Bilancio , che ne ha la competenza, l’esame della modifica dell’Accordo di programma speciale d’area Basso Ferrarese (red).

Category: Emilia Romagna, Leggi

Comments (1)

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  1. giovanni baldelli scrive:

    E’ di nuovo una regione rossa che inizia le danze per una trasformazione del mondo venatorio, ma sempre in peggio.
    Mi spiego meglio: in Emilia-Romagna ed in Toscana abbiamo avuto il parto della frammentazione del territorio, venatoriamente parlando, che ha portato poi alla costituzione degli atc con la 157/92; i politici poi hanno fatto il resto: tutti possono legiferare in materia di caccia così abbiamo una pletora di calendari venatori, leggi e leggine.
    L’imperativo è di rendere tutto più piccolo perchè così si “gestisce meglio”. E’ indispensabile che il cacciatore sia “legato al territorio” nel senso di INCATENATO in un posto deciso da altri.
    L’importante è che si creino sempre nuovi centri di potere per accontentare politicanti trombati, ricevere fondi dalle istituzioni e sperperarli non importa come, tanto non esistono bilanci e non si deve dar conto a nessuno.
    Forse sarebbe il caso di appendere il fucile al classico chiodo e non pagare tasse e balzelli vari per un paio d’anni, toccati nelle tasche potrebbero iniziare a ragionare.

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