FIDC: L’unità dei cacciatori
Tratto da MondoCaccia
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L’unità dei cacciatori
Proposta la delega alla Federcaccia per la formulazione di un documento preliminare da sottoporre a tutte le associazioni venatorie.
Potrebbe essere giunto il tempo della grande svolta: le associazioni venatorie, dopo un periodo di diaspora che ha giovato solo agli avversari (e su questo sembrano davvero tutti d’accordo) tornano a parlare di unità. Ora, poiché non è la prima volta e, poiché la maggior parte dei cacciatori ha i capelli bianchi e buona memoria, è comprensibile che la prima reazione possa essere in qualche modo condizionata da una punta di scetticismo. Eppure… Eppure questa volta i segnali di un cambio di marcia ci sono e sarebbe sbagliato non coglierli. Un parte della associazioni ha avuto occasione di incontrarsi all’Exa e lì è maturata intanto la proposta di un coordinamento; una proposta che il presidente di Federcaccia, Franco Timo, ha commentato positivamente, come un tentativo concreto di creare “la più ampia condivisione possibile delle strategie per affrontare le problematiche contingenti e scottanti relative alla caccia”. Una necessità, dunque, dettata da un quadro politico complessivo, caratterizzato da crescenti difficoltà per la caccia; l’unità appare adesso un passaggio di cui si avverte tutta l’urgenza, termine che ricorre spesso anche nello scambio epistolare intercorso in questi ultimi tempi. Problemi ce ne sono sempre stati, ma è quando questi assumono il carattere dell’emergenza che i cacciatori riescono a ritrovare una voce comune ed a far prevalere le comuni ragioni: l’Unavi nacque dalla necessità di dare risposte puntuali nell’emergenza referendaria ed oggi, come spiega il presidente di Federcaccia “la situazione di continuo assedio subita dalla caccia non permette la permanenza di divisioni tra i rappresentanti dei cacciatori italiani”. Quell’esperienza, certo irripetibile, frutto di una stagione ormai passata e non esente da limiti per così dire strutturali, dette comunque anche frutti positivi, accompagnò la nascita della nuova normativa e della sua attuazione sul territorio e non fu solo un espediente difensivo nei confronti della minaccia esterna. Adesso Arcicaccia, d’accordo sulla necessità di serrare i termini ed i tempi del confronto, chiede a Federcaccia di farsi carico di una proposta scritta da sottoporre a tutti: “Allo scopo – scrive il presidente Osvaldo Veneziano – ci sembrerebbe utile dare un mandato esplorativo convinto e chiaro all’associazione di maggioranza, la Fidc, così da sgomberare il campo anche da equivoci derivanti da convocazioni di soggetti terzi alle rappresentanze dei cacciatori. Sia riconosciuta ad essa la titolarità a formulare una proposta culturale e politica e statutaria da sottoporre alle singole associazioni. Con la presente sottoscriviamo mandato pieno alla Fidc ad assumere questo ruolo”. Una proposta che, mentre scriviamo, è già stata raccolta dall’Anuu e che, se anche gli altri soggetti saranno d’accordo, potrebbe creare le condizioni per dare una decisiva sterzata a tutto il processo. Perché quello che non fu e non poté essere l’Unavi, quello che manca per dare forza e peso ai cacciatori nel nostro Paese, possa cominciare ad apparire qualcosa di più di una petizione di principio.
Giorgio Pettinà

















